Compenso del CTU e la liquidazione solidale tra le parti

Compenso Solidale del CTU

La liquidazione solidale del compenso del CTU

Il compenso del CTU, se non diversamente indicato, è normalmente posto a carico solidale tra le parti.

Quindi, se dopo l’emanazione del decreto di liquidazione da parte del Giudice delle spettanze a favore del CTU le parti non fanno opposizione entro i termini consentiti, il CTU può richiedere quanto dovuto anche nei confronti di una sola parte, pretendendo dalla stessa il versamento dell’intera somma liquidata, anche se ad esempio, nel frattempo il giudizio è giunto a sentenza e il giudice e per ipotesi abbia posto tutte le spese a carico di un’altra parte oppure anche solo parzialmente a carico di un’altra parte.

Infatti, trattandosi di un obbligazione solidale, ogni parte resta comunque obbligata a corrispondere l’onorario anche per intero pur magari risultando vittoriosa nella sentenza o, comunque anche, solo parzialmente debitrice della somma liquidata dal Giudice al CTU e, quindi, non può esimersi di versare anche l’intera somma quando richiesta a lei dal CTU, salvo poi potersi rivalere successivamente nei confronti della parte sulla quale il giudice nella sentenza ha fatto ricadere l’onere delle spese di CTU o di una parte di esse.

Alcuni riferimenti normativi di quanto sopra esposto si ritrovano negli  articoli 8 e 170 del D.P.R. n. 115/2002; oltre agli art. 91 e seguenti del c.p.c.

“Se la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, le spese sono anticipate dall’erario o prenotate a debito, secondo le previsioni della parte III del presente testo unico”.

In carenza di norme specifiche su quale parte deve anticipare i compensi del CTU, è il Giudice secondo un suo prudente apprezzamento a porle di regola in via solidale a carico tra le parti, a meno che non si tratti ad esempio di un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo).

Compenso Solidale del CTU

Il CTU, in caso di compenso solidale o non deciso dal Giudice può chiedere quanto liquidato ad una sola parte

 

Compenso solidale del CTU e sentenze di cassazione

In proposito alla liquidazione solidale del compenso del CTU, la Cassazione ha addirittura affermato che “in tema di consulenza tecnica d’ufficio, il compenso dovuto al consulente è posto solidalmente a carico di tutte le parti, atteso che l’attività posta in essere dal professionista è finalizzata alla realizzazione del superiore interesse della giustizia, che invece non rileva nei rapporti interni tra le parti, nei quali la ripartizione delle spese è regolata dal diverso principio della soccombenza” (cfr. in tal senso: Cass. civile, sez. II, 30 dicembre 2009, n. 28094; in senso sostanzialmente conforme cfr. anche Cass. civile, sez. II, 15 settembre 2008, n. 23586, secondo cui “in tema di compenso al consulente d’ufficio, l’obbligo di pagare la prestazione eseguita ha natura solidale”).

Con la Sentenza definitiva (ossia che chiude il giudizio avanti a quel Giudice), la definitiva regolamentazione delle spese processuali, comprese quelle del CTU e CTP, sarà assoggettata alle regole previste dagli artt. 91 segg. c.p.c. e, quindi:

· la parte soccombente dev’essere condannata al rimborso delle spese in favore dell’altra parte (cfr. art. 91 c.p.c.);

· il Giudice può però escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice, se le ritiene eccessive o superflue (cfr. art. 92, comma 1°, c.p.c.);

· se vi è soccombenza reciproca o concorrono altri gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione, il Giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti (cfr. art. 92, comma 2°, c.p.c.);

· se le parti si sono conciliate, le spese si intendono compensate, salvo che le parti stesse abbiano diversamente convenuto nel verbale di conciliazione (cfr. art. 92, comma 3°, c.p.c).

Efficacia del decreto di liquidazione delle spese di CTU

In ogni caso, la definitiva regolamentazione delle spese di CTU, secondo le regole degli artt. 91 segg. c.p.c., ha efficacia unicamente tra le parti in causa, mentre nei confronti del CTU le parti sono tenute (di regola, in solido) al pagamento del compenso liquidatogli in precedenza con il citato Decreto ex art. 168 D.P.R. n. 115/2002.

Quindi, la parte escussa dal CTU per il pagamento dei compensi non può opporgli la diversa regolamentazione delle spese contenuta in Sentenza, dovendo pagare l’intero compenso, dopo di che potrà agire in regresso ex art. 1299 c.c. nei confronti della parte a cui carico sono state poste in Sentenza (cfr. sul punto: Cass. civile, sez. II, 30 dicembre 2009, n. 28094; Cass. civile, sez. II, 15 settembre 2008, n. 23586; Cass. civile, sez. I. 8 luglio 1996 n. 6199).

 

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